Visita al quartiere Coppedè

Il quartiere Coppedè è una bizzarra zona di Roma che agli occhi del visitatore compare in maniera del tutto inaspettata. Siamo all’interno del quartiere Trieste, nella parte settentrionale della città, a pochi passi da Villa Borghese.

L’architettura di questo luogo è un mix fantastico di arte greca, barocco, stile medievale e liberty, un straordinario miscuglio portato alla vita dall’architetto Coppedè, il quale ha lavorato alla realizzazione del quartiere dalla fine del 1910 fino alla sua morte, nel 1920.

È una zona di 31.000 metri quadri con circa 40 strutture, composte da 18 palazzi e 27 tra palazzine e edifici che si collocano intorno al nucleo centrale di Piazza Mincio. Nel quartiere Coppedè si ergono torri fiorentine, palazzi veneziani decorati con mosaici e affreschi, palazzi barocchi che espongono stemmi reali e papali.

Grazie alla sua particolare bellezza, il quartiere Coppedè è stato utilizzato come ambientazione di tantissimi film ed è una meta stravagante per allontanarsi dai soli tour turistici di Roma.

Raggiungere il quartiere Coppedè è molto semplice. Partendo da stazione Termini prendiamo l’autobus 92 per 11 fermate e scendiamo a Tagliamento /Clitunno. In alternativa si può prendere il 38 per 7 fermate e scendere a Dalmazia.

Una volta arrivati in via Tagliamento, per non rovinarvi la sorpresa, chiediamo a qualche passante come raggiungere Via Arno, dove si trova l’ingresso “ufficiale” del quartiere.

ingresso quartiere

Si tratta di un arco che unisce i due Palazzi degli Ambasciatori, un complesso edilizio composto da due unità triangolari e altrettante torrette. Le torri sono unite dall’arco, decorato da personificazioni della Vittoria Alata e altri addobbi, fra cui una coppa, un chiaro richiamo al Santo Graal.

Dal soffitto dell’arco scende un lampadario in ferro battuto che per alcuni è un riferimento alla Massoneria, i cui membri erano anche detti “figli della luce”, luce della conoscenza per accedere alle verità nascoste.

lampadario coppedè

Una volta entrati, percorriamo Via Dora e arriviamo a Piazza Mincio, il cuore del quartiere. Guardandosi intorno si rimane affascinati dalla bellezza dei palazzi e ci si domanda se per caso non siamo finiti in un’altra città.

Al centro della piazza notiamo la Fontana delle rane, composta da una vasca esterna circolare, posta al di sopra di un gradino. Due figure molto elaborate sorreggono delle vasche a forma di conchiglia, mentre sulla sommità della struttura vi è una seconda vasca sul cui bordo sono adagiate 8 piccole rane.

fontana delle rane

Il tutto sembra ricordare la Fontana delle tartarughe di Piazza Mattei a cui probabilmente Coppedè ha voluto rendere omaggio.

Sempre in Piazza Mincio vi è uno dei palazzi più famosi del quartiere Coppedè, il Palazzo del Ragno, il cui nome è dovuto alla decorazione sul portone dell’ingresso principale. Il palazzo è costituito da 4 piani alla cui sommità si erge una torretta, mentre al terzo piano vi è un bellissimo balcone con loggia.

palazzo del ragno

Accanto al Palazzo del Ragno c’è la costruzione più caratteristica del quartiere Coppedè, il Villino delle Fate. Qui sono state utilizzate delle tinte policrome sature e ogni facciata presenta delle dediche diverse. Sulla facciata che da su piazza Mincio si richiama la vita fiorentina durante l’epoca di Dante e Petrarca, mentre la parte che si affaccia su via Brenta è interamente dedicata a Venezia con la rappresentazione del Duomo di San Marco.

villino delle fate

Proseguendo la nostra visita all’interno del quartiere, oltre ai palazzi particolari, noteremo tante piccole villette, una delle quali fu la case del tenore Beniamino Gigli. Altre fantastiche residenze ospitano le ambasciate di Sudafrica, Marocco e Bolivia.

Mistero ed esoterismo nel quartiere Coppedè

Al quartiere vengono attributi diversi significati esoterici. In effetti il suo ideatore fu uno studioso di esoterismo e in ogni angolo del quartiere è disseminato da una ricca simbologia. Già l’entrata attraverso le torri dei Palazzi degli Ambasciatori è un chiaro riferimento alle colonne del Tempio di Salomone.

palazzi degli ambasciatori

Le torrette dei palazzi fanno pensare alla Torre di Babele, per non parlare poi delle numerose decorazioni raffiguranti mascheroni e grifoni, tipici elementi delle cattedrali gotiche. Vi sono poi numerose iscrizioni, orologi con simboli zodiacali, raffigurazioni di fate e streghe.

orologio solare

Tutto ciò ha stimolato la fantasia di uno dei più grandi maestri del brivido, Dario Argento. Nel quartiere Coppedè sono ambientati due classici dell’horror italiano, “Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo“. Ma la fama del quartiere Coppedè è arrivata fino agli Stati Uniti, quando il famoso regista Richard Donner, nel 1976 decise di girare le scene iniziali del suo capolavoro, “Il presagio“.

A proposito dell'autore

Luca Terribili

Mi piace molto viaggiare ma le classiche mete da turista mi annoiano un po'. Ho sempre avuto una passione per i luoghi insoliti e le storie misteriose.

Lascia un commento