Lago di Resia

Con i suoi 120 milioni metri d’acqua, il lago di Resia è il lago più grande dell’Alto Adige. Ma non è sicuramente questa la caratteristica per cui visitarlo.

Il suo emblema è la torre di un campanile che emerge dalle acque. Uno spettacolo unico nel suo genere, forse un po’ malinconico, ma che lascia senza parole. Ci si chiede che cosa si successo in questo posto magico, a 1498 metri d’altezza.

Per scoprirlo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, fino agli inizi del secolo scorso. Nel 1910, nel passo di Resia, si pensava di sfruttare l’acqua per la produzione di energia elettrica. All’epoca vi erano tre laghi naturali: il lago di Resia, quello di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. L’idea era di creare una grande diga che unisse gli ultimi due e si cominciò a lavorare sul progetto.

Dieci anni dopo, nel 1920, furono presentate le richieste per le concessioni governative. I lavori cominciarono solo nel 1939, ma a causa della Seconda Guerra Mondiale, furono sospesi nel 1943. Nel 1946, nonostante tutte le difficoltà del dopoguerra, i cantieri vennero riaperti, anche grazie agli investimenti privati della Svizzera, fondamentali per sopperire alla mancanza di materie prime. Furono importati quintali di glicerina dall’Argentina, mentre il legname arrivava dalla Sila e il cemento dal Nord Italia.

Il progetto prevedeva di radere al suolo le cittadine di Curon Venosta e di Resia, per poi ricostruirle in posizioni più elevate. 523 ettari di terreno e 163 abitazioni.

Gli abitanti del luogo non erano assolutamente contenti di lasciare le proprie case e arrivarono fino al Papa per cercare di fermare i lavori. Nonostante le loro proteste, il progetto fu portato a compimento il 28 agosto del 1949. Solo il campanile romanico di Curon sì salvò dalla distruzione, essendo protetto da un vincolo storico artistico.

Barche sul lago di Resia

La costruzione risale al 1357, mentre la Chiesa che ne faceva parte fu edificata solamente nel 1832. Una leggenda del posto racconta che in alcune giornate d’inverno, particolarmente rigide, si possa ancora udire il suono delle campane. Sicuramente una storia molto suggestiva, ma altamente improbabile, visto che qualche giorno prima dell’allagamento, precisamente il 18 luglio del 1950, le campane furono rimosse dal campanile.

Non tutto il male viene per nuocere, no?! Sicuramente non sarebbe stato piacevole trovarsi nei panni degli evacuati, ma adesso si può godere di uno spettacolo bellissimo. Soprattutto d’inverno, quando il lago si ghiaccia e il campanile si può raggiungere a piedi

lago ghiacciato

Il lago di Resia è ricco di vita, nelle sue acque nuotano pesci come coregoni, persici e lucci, rendendolo un luogo perfetto per gli appassionati di pesca. È possibile praticare altri sport in inverno, quando il lago si ghiaccia, permettendo lo sci di fondo, pattinaggio e grazie al vento particolarmente intenso, slitta a vela e snowkiting. Mentre in estate, questo luogo può essere un ottimo punto di partenza per delle piacevoli escursioni, immergendosi nella natura circostante.

Per arrivare al Lago di Resia vi consigliamo di partire da Merano, percorrete la strada che attraversa la Val Venosta fino a Malles Venosta, da li si prosegue affrontando qualche tornante, fino a 1500 metri dal lago.

A proposito dell'autore

Luca Terribili

Mi piace molto viaggiare ma le classiche mete da turista mi annoiano un po'. Ho sempre avuto una passione per i luoghi insoliti e le storie misteriose.

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